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Auto Elettriche, Tecnologia & Ambiente

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L’Italia è uno dei paesi in cui l’aria è più inquinata nell’UE

Edoardo SadaEdoardo Sada

Oggi SpireAll pone la sua attenzione su un dato che fa riflettere, soprattutto chi come noi dedica una certa attenzione all’ambiente.

Vero è che la penisola italiana è un ottimo esempio (se pur implementabile) di paese che produce energia rinnovabile, ma dal punto di vista dei trasporti soluzioni “green” ce ne sono ben poche, e non di meno il 90% dei trasporti commerciali si svolge su gomma.
Non è un segreto che il Bel Paese sia indietro rispetto al resto d’Europa per quanto riguarda la diffusione di auto elettriche: da un lato vi è la cultura degli italiani, attaccati a brand di certo non pionieri in tale settore, e dall’altro, la politica, è complice di una certa lentezza nell’attuare normative che premino l’adozione di questa tecnologia, prendiamo  ad esempio il ritmo decisamente basso con cui si stanno diffondendo le infrastrutture per la ricarica.
Il sito colonnineelettriche.it grazie alla geolocalizzazione fornisce un servizio di reperimento delle colonnine per chi ne avesse bisogno.
Lo stesso sito annovera un totale di 893 colonnine presenti sul territorio nazionale ad oggi (12/12/2016) di cui 220 possono alimentare le auto con energia proveniente da fonti rinnovabili.
Se il numero non vi sembra poi così basso vi basta sapere che invece, i benzinai sono più di 25.000.
Una piccola accelerazione nello sviluppo di una rete di colonnine la si sta avendo grazie ad operatori come Tesla che amplia la sua rete Supercharger al ritmo di una stazione ogni 24 ore nel mondo, ed oggi copre fino al centro Italia; ci sono poi provider energetici come Enel che stanno svolgendo studi di fattibilità con il politecnico di Milano.
Carlo Tamburi, direttore di Enel Italia, intervenendo ad un convegno sulle smart cities tenutosi ad Ecomondo (Rimini) il 9/12/2016, ha fatto sapere che Enel si è aggiudicata un bando europeo per l’installazione di 200 colonnine per la ricarica, di queste 180 saranno installate sulla nostra penisola (e 20 in Austria), ed andranno a potenziare l’attuale ed esile rete di ricarica autostradale.
Non sarà una rivoluzione, ma è comunque un passo avanti.

Il processo di conversione all’auto elettrica a parer nostro è reso necessario anche da dati allarmanti: uno studio dell’AEA (agenzia Europea dell’Ambiente) pubblicato da poco rileva come in Europa vi siano più di 460.000 decessi prematuri ogni anno a causa dello smog, e purtroppo, l’italia con 84.000 decessi detiene il record negativo della comunità UE.
Purtroppo a queste notizie non viene dato abbastanza peso a livello mediatico, ma riflettendo il numero di decessi è paragonabile a quello di una guerra!
Per questo, con il presente articolo invitiamo ancora una volta a ragionare su quanto una più veloce conversione verso l’elettrico possa apportare dei benefici alla società.

Siamo ben consci che non tutto lo smog che inquina l’aria non derivi dalle auto o dai trasporti, tuttavia le emissioni di questo settore rimangono importanti.
Visti gli annunci dei piani industriali delle grandi imprese automobilistiche, stiamo per assistere ad un cambiamento epocale del mondo dell’automobile e l’Italia non deve e non può rimanere indietro per accogliere questo cambiamento.