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Italia, il nuovo governo porterà ad una vera transizione ecologica??

Edoardo SadaEdoardo Sada

La recente crisi che ha portato alla caduta del governo Conte, ha aperto uno spiraglio in più verso l’ambiente da parte della compagine di governo che si sta formando grazie all’intercessione del leader del M5S Beppe Grillo.

Beppe GrilloMario DraghiSviluppo sostenibile

L’ex comico genovese al fine di appoggiare il nuovo governo nascente capeggiato da Mario Draghi ha posto fra le varie condizioni quella di prestare un serio occhio in più nei confronti dell’ambiente.
Nel suo videomessaggio infatti Beppe Grillo parla di energia pulita, di economia di servizi piuttosto che di consumo di beni, di tassazione favorevole per le attività economiche che preservano l’ambiente e sfavorevole per quelle che invece lo danneggiano.
Tutti questi sono principi cardine dell’economia circolare che trattammo in un precedente articolo.

Con questa mossa Grillo ha portato in rilievo un elemento di primaria importanza, poiché cosi facendo ha menzionato elementi che sono propri anche del New green deal europeo, (può sorprendere viste le non sempre affinità fra M5S e l’Europa).

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Ma la domanda è: Siamo davanti ad un qualcosa di nuovo ed inedito? Assolutamente no! I governi di Francia, Spagna o altri paesi del mondo come il Québec in Canada, hanno già istituito ministeri simili, ponendo la tutela ambientale come una vera e propria priorità dell’agenda di governo.
Una mossa del genere nel nostro paese costituirebbe invece un notevole balzo evolutivo verso una maggior tutela ambientale e di sviluppo sostenibile.
Voglio far notare che questa locuzione viene ultimamente usata molto frequentemente, ma spesso più per marketing che effettivamente per benefici ambientali a parer mio.
Bandiera francese
Il modello francese: il dicastero francese a cui è affidato l’ambiente nacque in realtà negli anni ’70 del secolo scorso e ad oggi il presidente il governo del Presidente Macron che proprio nel 2020 lo ha ribattezzato Ministero della Transizione Ecologica gli dedica un’importanza particolare.
Tale ministero si occupa delle politiche di sviluppo economico sostenibile, della transizione verso fonti di energia rinnovabile, dei rischi naturali (vedi le alluvioni), oltre che dei trasporti e delle infrastrutture.
Far gestire trasporti ed infrastrutture ad un ministero che si deve occupare di tutela ambientale a me sembra un ottimo modo per far si che questi settori operino veramente in un ottica di tutela e preservazione del territorio.
Bandiera Spagnola
Il modello spagnolo: anche in Spagna si parla di Ministero della Transizione Ecologica e della sfida Demografica. Trovo azzeccato parlare di sfida demografica perché la sopravvivenza delle nostre società cosi come le conosciamo da qui al 2050 sarà una vera e difficile sfida se non si cambiano MOLTE abitudini di consumo.
Anche in questo caso il ministero ha competenze sia di tutela ambientale che di sviluppo economico, primo fra tutti l’energia, dove la Spagna sta perseguendo l’importante obiettivo di arrivare al 74% di energia rinnovabile prodotta nel paese entro il 2030.. vedremo se ce la faranno.
Bandiera canadese
Il modello canadese: in Canada non si parla direttamente di transizioni, anzi al contrario si cerca di evitare la transizione climatica, e questo compito è affidato al Ministero dell’Ambiente e della Lotta al Cambiamento Climatico.
A questo ministero sono affidate le politiche di sviluppo economico sostenibile,
di preservazione della biodiversità, di tutela delle acque e di prevenzione delle inondazioni.
Al contrario dei ministeri europei l’energia è di competenza del Ministero dell’Energia e delle Risorse Naturali.

Insomma Grillo non si è inventato nulla di nuovo, però ha semplicemente fatto un qualcosa che è giusto fare quando non sei un pioniere o un innovatore in un determinato settore, ovvero: non inventarti nulla e imita chi è più avanti di te! In marketing si potrebbe parlare di Me too strategy…
Personalmente questa notizia mi rincuora, nulla è ancora detto né deciso ovvio, ma di sicuro la nascita di un ministero della transizione ecologica porrebbe la tutela ambientale al centro delle prossime politiche di sviluppo ,e, l’Italia, pur essendo uno dei paesi con un capitale naturale vasto ed importante, presenta delle lacune che i suoi cugini europei e non hanno già deciso di colmare.

Speriamo bene!!