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Elettrica, oggi più che mai abbiamo bisogno di te

Edoardo SadaEdoardo Sada

Il VW gate rischia di non essere un caso isolato, è di agosto una notizia a mio parere tanto grave quanto importante, riportata in primis dal Financial Times, dove sembrerebbe che i nostri cugini francesi potranno incappare in problemi legati alle emissioni dei loro veicoli diesel. L’attenzione si sposta questa volta sul gruppo Nissan-Renault.

In data 29 luglio 2016 la ministra francese per l’ambiente Ségolène Royal ha infatti reso noto un report redatto da una commissione ad-hoc incaricata di condurre indagini sulle emissioni dei veicoli diesel di diverse case automobilistiche europee, sono stati esaminati 86 modelli di auto differenti.
La Royal in un primo momento ha dichiarato che: “non sono stati riscontrati elementi illegali fra i veicoli esaminati”. Bene diciamo noi, ma conclude poi: “il che però non vuol dire che questi non siano presenti”… ah, ok  sempre noi…

La notizia è passata un po’ in sordina probabilmente per due motivi:  il primo legato al terrorismo, ricorderete l’uccisione del prete in una chiesa vicino a Rouen, ed il secondo ma qui lo dico e qui lo nego, è probabilmente dovuto al fatto che la Francia è uno dei principali azionisti del gruppo Nissan-Renault.
La notizia è dunque passata in secondo piano per poi essere poi ripresa il 24/8/2016 da testate come il Financial Times, il Sole 24 (etc).
Ciò che il quotidiano statunitense rimprovera ai francesi è una sostanziale omissione di informazioni  fra le differenze di comportamento di un veicolo, la piccola Renault Capture, fra il banco prova e le condizioni di uso stradale.
In particolare verrebbero omessi i dati sul filtro anti No-X (ricordate bene la sigla perché poi vi spiego quanto ci fa male respirare queste  micro particelle). Viene riportato, o meglio omesso, che ci sarebbe una differenza pari a 5 volte le emissioni fra quelle che sono le condizioni normali ed il banco di prova da cui poi vengono pubblicati i dati ufficiali.
Il Sole 24 fa poi notare che alcune irregolarità potrebbero anche riguardare altri modelli di auto, fra cui la 500 X, tanto per non farci mancare nulla.

Bene, il ragionamento che mi porta a scrivere oggi è legato a due elementi diversi: il primo,  un paradosso, e, il secondo è quella che sembra sempre più una colossale bugia. La bugia è che ,a quanto pare, le emissioni dei  nuovi veicoli diesel non sono basse come dichiarato; il paradosso è che le emissioni dei nuovi motori sono molto più pericolose per l’uomo di quanto non lo fossero le vecchie generazioni diesel.
Questo secondo elemento è quello che credo debba essere portato alla conoscenza di tutti, poiché,più o meno tutti, respiriamo…
La mia apprensione è legata alle emissioni dei nuovi motori diesel, che negli ultimi 10 anni hanno migliorato notevolmente le loro prestazioni (verissimo) ma  tuttavia rilasciano agenti inquinanti che sono molto più nocivi per l’uomo; vediamo perché:

allo scopo di diminuire le emissioni dei motori diesel governi e case produttrici sono arrivati allo sviluppo del cosiddetto FAP ovvero il filtro antiparticolato che è un filtro atto a trattenere gli agenti inquinanti dei gas di scarico del motore.
Il problema rilevato recentemente è il fatto che questi filtri è vero che operano e trattengono le polveri come le case produttrici si affannano a farci capire, ma nessuno spiega che gli stessi filtri “sminuzzano” le particelle inquinanti dell’auto rendendole più piccole e dunque più pericolose, come?
Non scenderò in termini medici, ma il motivo è sostanzialmente legato alle dimensioni delle particelle.
I vecchi diesel emettevano particelle più grandi e che quindi più detectabili dal nostro sistema immunitario (per esempio la fuliggine che rimaneva nel naso etc) , l’azione del FAP trattiene i fumi dei gas di scarico e come detto sopra, lo “sminuzza” fino a far raggiungere la dimensioni molto piccole (circa 2,5 micron) diventando particolato, altamente nocivo e pericoloso per l’ambiente e per noi.

Qui sotto un paio di link per informarvi meglio a proposito dell’inquinamento da polveri sottili ed i loro rischi per l’uomo

qui invece viene spiegato come agisce il FAP  dal Dott Stefano Montanari, esperto di

Facciamo mente locale; il mercato automobilistico che fino ad una ventina di anni fa prediligeva le auto a benzina, oggi grazie ai progressi fatti si è spostato sul diesel che permette performance equiparabili  e sembra molto più pulito, o meglio, sembrava.
In italia, il mercato dei motori diesel pesa il 59% del totale (dato unrae lug.2016) poiché avere un auto diesel oggi conviene.
Sono sicuro tuttavia che se la vera pericolosità delle emissioni dei diesel e soprattutto del FAP venisse messa a nudo, e alla conoscenza di tutti, questo dato cambierebbe.

Ecco qui che si capisce il titolo di questo articolo, ovvero che auto come le Tesla, la Nissan Leaf (qualcuno qua dirà Nissan-Renault ti stai tirando la zappa sui piedi, ma non importa perchè ad onor del vero la Leaf è stata per anni l’auto elettrica più venduta) sono una delle migliori alternative su cui si DEVE puntare ed investire, per il bene nostro e delle generazioni future, perché purtroppo il motore a scoppio, nonostante susciti emozioni incredibili, ed accenda letteralmente una scintilla nel cuore degli appassionati (me compreso), fa troppo male a noi e al pianeta,  nonostante cerchino di farci credere il contrario.