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Economia circolare: il modello economico per uno sviluppo sostenibile.

Economia circolare: il modello economico per uno sviluppo sostenibile.

Edoardo SadaEdoardo Sada

Sempre più spesso sentiamo parlare di economia circolare, un modello economico che si pone l’obiettivo di tutelare l’ambiente e diminuire il più possibile il ricorso alle limitate risorse che la terra è in grado di offrirci.

In questo articolo cercheremo di ripercorrere la storia di questo modello economico e vedere come funziona, facendo una doverosa premessa:
da qui al 2050 si stima che la popolazione mondiale arriverà a 9.6 miliardi di persone, il che vuol dire che se le nostre abitudini economico-sociali non cambieranno consumeremo risorse pari a quelle di TRE PIANETI!
Il consumo di combustibili fossili e la domanda di metalli raddoppieranno e si produrrà il 70% di rifiuti in più.

Partiamo da chi ha ideato l’economia circolare.

Ellen Macarthur
Ellen MacArthur, fondatrice della Ellen MacArthur Fundation

I principi dell’economia circolare sono stati pensati da Ellen Macarthur, ex velista professionista e fondatrice della Ellen MacArthur Fundation nel 2009.
Proprio durante la sua carriera di velista, mentre compiva il giro del mondo nel 2005, Ellen MacArthur si è resa conto di quanto fossero importanti le scorte di cui disponeva a bordo della sua imbarcazione e di quanto fosse vitale evitare gli sprechi: “quando sei da sola in mare a 5000 km da terra quello che hai con te è tutto quello che hai!
Cambia profondamente il modo di vedere le cose, devi evitare gli sprechi perché devi fare in modo che ciò che hai ti basti, non puoi andare al supermercato a rifornirti!”.

Stando alla definizione della Ellen McArthur Fundation l’economia circolare è: «un modello economico pensato per per potersi rigenerare da solo, eliminando gli effetti collaterali delle tradizionali economie, come: rifiuti, scarti di lavorazione e l’inquinamento generato da ambe due.
In un’economia circolare si distinguono due flussi di materiali: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati SENZA entrare nella biosfera».
L’economia circolare è quindi un modello in cui i prodotti ed i loro componenti vengono pensati fin dall’inizio per diminuire il più possibile il loro impatto ambientale prevedendo uno o più riutilizzi PRIMA che diventino materiale da riciclo, che rimane l’ultima ipotesi percorribile quando non sono prevedibili altre modalità di impiego del prodotto/componente.

A che cosa serve l economia circolare?

economia lineare vs economia circolare
Differenza fra economia circolare ed economia lineare

Le teorie di Ellen partono dall’ineluttabile considerazione che le risorse del nostro pianeta non siano infinite e che quindi il tradizionale modello economico lineare basato sul principio TAKE-MAKE-DISPOSE, non sia più sostenibile.
L’economia circolare allora è pensata per essere un’alternativa per uno sviluppo sostenibile per tutti, sia in termini di business che in termini ambientali e sociali e si pone quindi l’obiettivo di sostituire gli attuali modelli socio economici.

Come funziona?

Questo modello economico si basa su tre principi differenti:

1) Progettare i prodotti eliminando dall’equazione scarti e rifiuti.
Gli scarti di produzione e l’inquinamento non sono accidentali, ma sono il frutto delle decisioni prese durante la fase di progettazione.
Da questa fase dipende l’80% dell’impatto ambientale di un prodotto.
Cambiando il nostro mindset, cominciando a vedere gli scarti della produzione come un difetto di progettazione vero e proprio, così come il non poter riutilizzare prodotti o componenti si può abbassare la domanda di materie prime ed inoltre eliminare concretamente il problema della creazione di rifiuti e quindi dell’inquinamento da essi derivante.

2) Mantenere nei cicli economici sia i prodotti che i materiali.
Perseguendo questo principio si crea un circolo virtuoso dove quello che in economia lineare diventa di fatto un rifiuto da smaltire, si trasforma qui in nuova risorsa che può avere nuovi impieghi nello stesso o in altri campi e quindi anche un valore economico.
Inoltre, cosi facendo si evita che tali prodotti entrino nei cicli di smaltimento o in contatto con la biosfera.
(quando si parla di materia biologica invece questo fatto viene quasi incentivato come vedremo qui sotto)

3) Rigenerare i sistemi naturali.
Quando invece siamo in presenza di quelli che vengono definiti come materiali biologici, che quindi possono rientrare in contatto con la biosfera senza danneggiarla si può addirittura agire in maniera pro-attiva verso di essa.
In natura infatti non esiste il concetto di spreco, e tutto ciò che muore, ad esempio una foglia diventa cibo per qualcos’altro.
L’economia circolare persegue quindi questa linea di pensiero per quanto riguarda tutto ciò che può essere reimmesso nella biosfera(ad esempio il packaging compostabile) e di conseguenza si può agire non solo per la tutela degli ambienti ma addirittura per migliorare sistemi naturali reimmettendo in essi materiali biologici che si compatibili con l’ambiente naturale prescelto.
Questo principio va ben oltre quello che accade oggi in economia lineare dove ci si limita a “CERCARE” di non danneggiarla. (con risultati discutibili a mio avviso).

L’economia circolare è sicuramente conosciuta ai più per il principio delle 3 R ovvero:
REDUCE ridurre la domanda di materia, gli sprechi etc.
REUSE che sta ad indicare la necessità di dover riutilizzare i componenti dei “vecchi” prodotti per allungarne il più possibile i cicli di vita.
RECYCLE che è l’ultima azione percorribile quando un prodotto/componente non può essere riconvertito in altri componenti.



Un esempio pratico di economia circolare: Il vostro vecchio cellulare!

smartphone disassemblato economia circolare


Uno degli esempi di economia circolare che credo renda bene lo scopo dell’economia circolare è quello dei cellulari.
Quanti di voi possiedono in casa uno o più cellulari “obsoleti”?
Io dico che quasi tutti ne abbiamo almeno uno!
I cellulari e gli smartphone sono un buon esempio di materia tecnica che una volta andata in disuso avrebbe decine di altri modi di utilizzo.
I cellulari/smartphone sono infatti ricchi di metalli rari e materie come oro e argento che potrebbero essere recuperati e riutilizzati.
In Europa ogni anno vengono buttati circa 160 milioni di cellulari all’anno, il che oltre a rappresentare per i vari paesi dei costi di smaltimento (quando propriamente trattati come rifiuto RAEE) corrispondono ad una perdita di circa 500 MILIONI DI EURO!

Questo comportamento, ahimè caratteristico dell’economia lineare, implica la domanda di nuova materia prima, nuove estrazioni (processo molto inquinante come abbiamo visto nell’articolo precedente) e nuovi processi produttivi, più o meno inquinanti a seconda dei casi.

L’economia circolare, ha invece proprio l’obiettivo di ridurre la domanda di nuova materia prima, e nell’esempio dei cellulari suggerisce lo sviluppo di sistemi di imprese che abbiano come scopo quello di rivalorizzare quanto possibile di ogni parte di ogni singolo smartphone, al fine di non sprecare nulla di quanto riutilizzabile e di non dove smaltire nulla o il meno possibile.

L’economia circolare si pone quindi come soluzione a quella che probabilmente è una delle sfide più importanti che l’umanità deve affrontare: uno sviluppo socio economico che preservi il pianeta e le sue risorse, da sempre sfruttate dall’uomo per vivere, ora probabilmente al limite.

economia circolare
Schema di Economia circolare

Leggi qui come i governi europei si stanno organizzando per accelerare la transizione verso l’economia circolare.

Spireall, raccontiamo il futuro.