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Che cos’è la Blue Economy?

Dopo aver introdotto l'economia circolare (spero in maniera interessante) oggi ci concentriamo su un altro modello socio economico che ha come scopo la preservazione dell'ambiente in cui viviamo. La Blue Economy!

Edoardo SadaEdoardo Sada

Dopo aver introdotto l’economia circolare (spero in maniera interessante) oggi ci concentriamo su un altro modello socio economico che ha come scopo la preservazione dell’ambiente in cui viviamo.
La Blue Economy!

Prima di iniziare a spiegare cosa sia mi sembra doveroso citare chi l’ha inventata.

Chi ha inventato la Blue Economy?

La Blue economy è stata pensata da un attivo economista ed imprenditore belga di nome Gunter Pauli, da sempre all’avanguardia nell’applicazione di modelli di business orientati alla sostenibilità.
Negli anni ’90 inventò Ecover, un’azienda di detersivi biodegradabili che utilizzava estratti di olio di palma per creare i detergenti da vendere.
Resosi conto di tutti i problemi annessi alla coltivazione delle palme da olio, Pauli cambiò le formule dei prodotti e al posto di usare l’olio di palma decise di utilizzare un estratto delle bucce d’arancia.
Per produrre i suoi detersivi allora instaurò collaborazioni con le aziende che producevano succo di arancia, che di fatto buttavano via le bucce.
Fare degli scarti una risorsa è la chiave dell’economia blu!
Pauli è anche un attivo scrittore dagli anni novanta e nel 2010 ha avviato una florida pubblicazione di libri sull’economia blu, il primo intitolato: The Blue economy, 10 years, 100 innovation, 100 million job.
Dai libri si capisce che con le sue teorie Pauli non voglia solo pensare alla tutela ambientale ma anche ad un vero e proprio sviluppo economico, sociale e culturale.
Oggi Gunter Pauli, oltre che ad imprenditore è anche consulente di diversi governi che si interessano allo sviluppo economie sostenibili.

Che cos’è la Blue economy?

La Blue economy è un modello economico-sociale con l’obiettivo di garantire uno sviluppo sostenibile.
Per chi non avesse ancora chiaro che cosa si intenda per sviluppo sostenibile sono lieto di fornire la definizione coniata nel 1987 con la pubblicazione del rapporto, “Our common future” dalla Commissione mondiale per l’ambiente e lo sviluppo, che cita:” per sviluppo sostenibile si intende il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali senza compromettere il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni future”.
Per farlo, secondo la Blue Economy è necessario cambiare drasticamente i nostri canonici modelli di business orientati alla persecuzione del profitto abbassando i costi e trascurando gli aspetti ambientali.
L’economia blu vuole superare sia l’economia globalizzata, che ha portato ad un modello di sviluppo che non preserva l’ambiente e crea disuguaglianze sociali: il 40% della popolazione mondiale guadagna meno di 3 dollari al giorno!!
Secondo Pauli è giunto il momento di protendere a modelli di business competitivi che rispondano alle necessità delle persone, sfruttando ciò che è localmente disponibile.


Qual’è lo scopo della Blue Economy?

Lo scopo della blue economy è quello di compiere una transizione da un modello economico che premia le economie di scala, non tutela l’ambiente e sfrutta la mano d’opera a basso costo di paesi socialmente arretrati ad uno in cui si eliminano le emissioni ed i rifiuti, si creano nuovi posti di lavoro e si valorizzano le risorse locali dei territori ispirandosi ai modelli di funzionamento della natura.
Pauli:“la chiave di questo drastico cambiamento sta nell’evolvere da un modello core business based ovvero basato su una singola attività ad un modello in cui ogni impresa abbia un portfolio di attività annesse a quella principale, che apportino benefici economici, sociali e in cui la tutela della natura ricopra un ruolo prioritario. Questo però non potrà succedere finché l’obiettivo delle aziende sarà quello di perseguire economie di scala, basate su prodotti standardizzati costruiti in outsurcing e la cui fornitura è garantita da bassi costi di spedizione via nave “

Se invece i modelli di business cambiano puntando a sfruttare le risorse locali, e ad investire in ricerca che porti allo sviluppo di attività correlabili a quello che è il core business dell’impresa, è possibile un progresso sia economico che sociale.
Come? un esempio qui sotto!..

Un esempio di come funziona la Blue economy secondo Gunter Pauli:

Probabilmente alcuni di voi avranno già sentito parlare della possibilità di allevare funghi utilizzando come base di nutrimento i fondi del caffè!
Benissimo, questo è un ottimo esempio di economia Blue:)
Quando prepariamo il caffè, utilizziamo meno dell’1% della sua biomassa ed il resto lo buttiamo via.
I fondi di caffè si prestano invece molto bene per essere utilizzati come base nutritiva a costo quasi nullo per la coltivazione di funghi (gli shiitake fra tutti), tipici della cucina giapponese e oltretutto molto salutari.

Una volta colti i funghi il “terriccio” rimanente a base di caffè mischiato con il micelio del fungo diventa una base per la produzione di ottimi mangimi per animali anche qui abbassando notevolmente i costi per la produzione di questo altro prodotto!

Ecco qui che da un core business ne sono nati altri due, diminuendo i rifiuti ed abbassando i costi di produzione (sia dei funghi che del mangime) che che si traducono in una generazione di più valore!

Consiglio di fare una breve ricerca online per vedere quanto questa pratica sia già affermata ed abbia creato nuovi business, di seguito alcuni link.

Caffè Borbone
Funghi espresso

Che impatto ha la Blue Economy sulla società?
Partendo dal presupposto che in natura ogni cosa, animale o vegetale, ha uno scopo o è una risorsa l’economia Blue non prevede disoccupazione!
Oltre ad andare a trasformare i rifiuti in risorse l’approccio dell’economia Blue consente di creare anche nuovi posti di lavoro e di diminuire i costi di produzione e quindi i prezzi.

Ma la cosa che mi piace di più è che il meccanismo di generazione di valore a cascata (caffè-funghi-mangime) è un meccanismo che premia imprese grandi e piccole, e in un mondo di multinazionali questo è un grandissimo strumento di “democrazia strategica” competitività.

Differenze fra Blue Economy e Green Economy.
La blue economy vuole quindi anche superare la già affermata Green Economy, che si pone l’obiettivo di diminuire le emissioni e l’impatto ambientale, l’economia Blue punta ad eliminarlo totalmente!!!
Altro aspetto fondamentale è che la green economy spesso rappresenta la necessità di grandi investimenti per ridurre le emissioni di Co2, non sempre accessibili alle piccole imprese.

Conclusione
Ora non dico che tutti i torrefattori debbano mettersi a coltivare funghi, ma come Pauli, ritengo sia utile far capire quanto sia necessario cambiare i modelli di fare impresa, andando a tutelare ambiente e piccole economie, sopratutto in un paese come l’Italia dove il 90% del tessuto imprenditoriale è composto da piccole e medie imprese.

Spireall, raccontiamo il futuro.

https://www.gunterpauli.com/the-blue-economy.html

fonte 1

https://ec.europa.eu/environment/ecoap/about-eco-innovation/experts-interviews/20140506-gunter-pauli-interview_it