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Auto elettriche: produrle inquina ancora troppo! Il perché e cosa serve fare.

Edoardo SadaEdoardo Sada

Amici di Spireall ben ritrovati!

Oggi parleremo di automobile elettrica e più precisamente dei motivi che rendono cosi inquinante produrre questa automobile.

Scrivo questo articolo per due motivi motivi:

  1. stiamo vivendo una svolta epocale del mercato dell’auto, che sta progressivamente shiftando verso la propulsione elettrica.

    – in Europa oggi si contano 3% di immatricolazioni di auto a propulsione elettrica. (ev volumes.)
    Per dare un idea nel 2019 sono stati venduti più di 590k veicoli elettrici fra plug in hybrid e BEV il che rappresenta un +44% rispetto al 2018.
  1. Secondo motivo: l’automobile elettrica deve la maggior parte del suo successo al fatto che venga percepita come prodotto green, poiché si enfatizza molto la comunicazione in questo senso…
    Questo è vero se si parla di inquinamento ATMOSFERICO legato all’utilizzo dell’auto e quindi si parla “solo”di emissioni di Co2
    .

Ma se parliamo anche della produzione dell’auto elettrica impariamo che oltre ad essere un processo molto emissivo, NON è l’unico tipo di inquinamento che dobbiamo considerare, come vi spiegherò fra poco!

Dal grafico qui sopra intanto notiamo però che per quanto riguarda le emissioni di co2 già dalla produzione dei veicoli vediamo che queste sono più alte nelle auto elettriche quando paragonate agli ICEV. (nell ordine del 30% in più) come già riportato nel precedente articolo.

E QUESTO è DOVUTO IN LARGA PARTE ALLA BATTERIA!!!

Un altro dato interessante, secondo lo studio del 2013 del ricercatore Troy Hawkings, che ha comparato i cicli di vita dell’automobile convenzionale con quelli dell’auto elettrica, conclude che che la produzione della seconda sia molto più nociva per la salute umana.

QUANTO?


La Human toxicity, cosi definita da Hawkins, è dalle 2,2-3,3 volte più alta nelle auto elettriche a seconda dei metodi di produzione.

Sostanzialmente produrre un auto elettrica ,è ,nel migliore dei casi ,2 VOLTE più nocivo per l’uomo!

DA COSA DIPENDE QUESTO FATTO???
In larga parte, questo risultato deriva dal fatto che l’auto elettrica sia FORTEMENTE dipendente dall’industria mineraria, che è una delle industrie più inquinanti ed invasive del mondo!

inquinamento miniere


Ogni auto infatti ha bisogno di una notevole concentrazione di metalli per andare a costruire principalmente la batteria ed il motore (oltre che al telaio la carrozzeria etc).

Fra questi metalli troviamo: alluminio, rame, acciaio MA una cosa che voglio evidenziare sono i Critical Raw Material: voglio aprire una parentesi sui CRM perchè sono dei metalli che giocano un ruolo sempre più importante nelle economie moderne come già abbiamo riportato, infatti laddove si sviluppano le nuove tecnologie si sviluppa la domanda di questi metalli.

PERCHè SI CHIAMANO COSI?
Sono metalli presenti principalmente nelle tecnologie digitali
-Perchè NON si conoscono sostituti per il loro utilizzo.
– Perchè sempre di più le nazioni ne sono DIPENDENTI.
– Perchè i produttori sono pochi e ne detengono il potere distributivo.

I mercati dove questi metalli sono più richiesti sono:

Vediamo all’interno dell’auto elettrica dove vanno a finire questi metalli:

NELLA BATTERIA abbiamo graffite, manganese, cobalto, nickel, litio insieme ad alluminio e rame chiaramente.

NEL MOTORE ABBIAMO: NEODIMIO, PRASEODIMIO E DISPROSIO e anche qui alluminio e rame.

Insomma l’automotive ed industria mineraria sono sempre più collegate e questo è uno dei motivi principali per cui l’auto elettrica inquina molto per essere prodotta!

Putroppo l’inquinamento della produzione di metalli è molto alto ed impatta su diversi fronti:

1) inquinamento atmosferico
2) ecosistemi: sia acquatici che terrestri
3) salute umana ed effetti sociali

1) inquinamento ATMOSFERICO:

inquinamento atmosferico

l’industria mineraria è un industria energy intensive (il 10% del fabbisogno mondiale di energia è assorbito da quest’industria) il che si traduce in emissioni!

Perchè?

a) PER PRODURRE ENERGIA elettrica necessaria agli impianti di lavorazione PURTROPPO siamo ancora fortemente legati a fonti fossili fra cui carbone e diesel.

B) quando non si parla di energia elettrica si parla combustione di DIESEL per muovere i macchinari delle miniere (camion, ruspe, scavatori mastodontici etc).

Per darvi un’idea di quelle che sono le emissioni derivanti dalla produzione dei metalli ho fatto un po di ricerca e vi cito due esempi:


RAME: dove nel migliore dei casi le emissioni di co2 per 1kg di rame primario estratto sono 1.1 kg, nel peggiore 8.5kg (fonte MDPI Swiss)

Ora, in un auto a batteria ci sono mediamente 83 kg di rame

In un auto Plug in hybrid 60 kg ed in un autobus bus fra i 224 e i 369kg…

Stando anche alla migliore delle ipotesi ci sono sempre più emissioni di co2 che di materia prima!

Cito i bus perchè Milano ad esempio vuole diventare una città con autobus totalmente elettrici a partire dal 2030.


Le cose NON migliorano se si parla dell’alluminio, che è estratto dalla Bauxite per cui serve un dispendio energetico di mediamente 4.9kg di C02 per 1kg di bauxite, e per ottenere 1kg di alluminio servono 6kg di bauxite.

Da uno studio di Ducker Frontier emerge che la presenza media di alluminio in un auto elettrica o non AUTO CI SONO MEDIAMENTE 179KG oggi DI ALLUMINIO MA LA QUANTITà è destinata a salire del 20% a macchina a causa del lightweighting, una tecnica necessaria per alleggerire il veicolo e aumentarne l’autonomia.


Brutta notizia: il lightweighting è una tecnica a cui si dovrà ricorrere sempre di più e purtroppo può peggiorarne l’impatto ambientale se non si diminuisce impatto ambientale della produzione dei metalli e delle leghe leggere!!!

Ho citato la bauxite perchè è un buon esempio per far capire quanto gli scarti delle lavorazioni dell’estrazione mineraria possano impattare sull’ambiente.
Gli scarti di bauxite generano quelli che sono definiti i fanghi rossi.


In Italia c’è stato un caso degno di nota , a Portovesme, in Sardegna, per un impianto che poi è stato chiuso nel 2012 per motivi legati all’inquinamento.


I fanghi rossi, come tutti gli altri scarti di lavorazione o mine tailings, non hanno valore economico, ORA C’è CHI avanza delle possibilità di trattarli ed estrarne materiali che possano avere un mercato, ma c’è ancora strada da fare.

QUINDI se non sono trattati ne recuperati sono spesso causa di contaminazione dei terreni e delle falde acquifere delle zone circostanti le miniere.
Godiamoci le immagini di SARDINIA POST dove vediamo un’area pari a 200 campi da calcio sommersa da fanghi rossi!

Fanghi rossi Portovesme
Fanghi rossi

Effetti sull’ambiente terrestre:
-erosione dei suoli.
-acidificazione dei suoli con conseguente sterilizzazione e perdita della biodiversità

Effetti su ambiente acquatico:
-eutrofizzazione.
-acidificazione delle falde acquifere con perdita anche qui della biodiversità

EFFETTI SULL’UOMO:

Gli effetti sull uomo in parte li abbiamo già citati, e derivano dall’inquinamento dell’aria in primis, sia per le emissioni di gas effetto serra che da quello delle polveri causate dalle estrazioni dei metalli e dai processi di lavorazione che purtroppo spesso hanno conseguenze molto negative sulle popolazioni circostanti (ad esempio Portovesme, o ancor più noti gli effetti dell ILVA sugli abitanti di Taranto)

Fatto quotidiano Portovesme

Come dicevo all’inizio dell’articolo l’industria dell’automotive elettrica cresce anno dopo anno e di conseguenza subisce un boost anche la domanda di questi metalli.

Da qua al 2030 si prevede il raddoppio della domanda di graffite, ogni auto sarà composta con sempre più alluminio, per cercare di alleggerirle, il chè è una brutta notizia perchè da come si può capire l’alluminio inquina molto per essere prodotto.
Si prevede anche la crescita della domanda di cobalto, nickel, e tutti i metalli citati.

Quindi prevedendo un aumento della domanda si prevede anche l’aumento dell inquinamento da parte del settore minerario!

COSA SI PUO FARE AL GIORNO D OGGI PER MIGLIORARE LE COSE?

riciclare
wind power

Sicuramente usare materie prime riciclate laddove possibile, e ad esempio con il rame e l’alluminio e gli effetti sono notevoli: per ottenere alluminio riciclato l’impiego energetico è di 1/20 rispetto a quanto necessario per ottenere alluminio primario.
E per ogni kg di alluminio riciclato si risparmiano 6 kg di bauxite, i conseguenti fanghi rossi e quindi quasi 30 kg di co2 emessi nellatmosfera!
Ugualmente si può fare con il rame riciclato dove l’impiego energetico è inferiore dell’85%!
Quindi bisogna evitare di produrne di nuovo e prolungare al massimo la vita di quello esistente. Principio base della Circular Economy.


In secondo luogo le aziende di estrazione mineraria devono cominciare ad utilizzare energia derivante da fonti rinnovabili il più ed il prima possibile.
Questo percorso sembrerebbe anche consigliato da aziende come Deloitte che in uno studio del 2016 già incentivava le compagnie minerarie a sfruttare i grandi spazi delle miniere per costruire anche impianti di produzione di energia pulita.
Tuttavia questa pratica non è ancora la prassi!

Con questo articolo voglio dare uno spunto di riflessione al fruitore di questi contenuti cosicché possa avere un’ idea più completa di un prodotto che tendenzialmente viene comunicato come green!

ATTENZIONE: Con quanto riportato non voglio andare a creare una discriminazione nei confronti dell’automobile elettrica, che rimane una tecnologia su cui puntare perchè di vantaggi legati all’utilizzo ne ha parecchi, ma voglio far si che il maggior numero di persone sappia anche cosa oltre il mero utilizzo, se no si corre il rischio di non avere un idea solo parziale dellauto elettrica e di inquadrarla solo come prodotto green al 100

Questo perchè Sono dell’idea che più si sappia a proposito di un prodotto e meglio sia, e poi perché più il consumatore è informato e più le aziende sono obbligate ad essere più trasparenti!

Spireall, raccontiamo il futuro.